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Pretty in Mad di Erika Rossin P. I. 01510390295

  • Erika

Bilancio della prima metà 2016


Siamo quasi a metà Luglio ormai e un bilancio di questa prima parte dell'anno è inevitabile.

Rimetto mano a questo blog sia per questo motivo che per rivelarvi una novità super importante che riguarda la mia piccola impresa.

Cominciamo.

L'anno scorso mi era stato detto, da più di una persona, "secondo me nel 2016 fai il botto".

Se per botto intendiamo vendite costanti, entrate tali da permettermi di non dover mai dipendere da mio marito, riuscire a pagare LA BARCA di soldi che lo Stato mi ha chiesto tra tasse sul fatturato del 2015, anticipi per quest' anno, INPS e riuscire a togliermi anche qualche sfizio (vedi la macchina per il caffè con cui tanto vi ho tediati su snapchat)... beh ragazzi, mi sa che ci avevano visto giusto.

Senza contare le diverse soddisfazioni personali non legate principalmente ai soldi, come la mia prima volta a Milano all'East Market con Valentina di Fils de Reves (santa subito!), il mio primo workshop di cucito a Bologna per Mondo Creativo e, non da ultimo, IL NUOVO SHOP, super professionale e che mi ha impegnata - ed esaurita - anima e corpo per un paio di mesi in primavera. (A proposito, ma lo sapete che proprio oggi inaugura la sezione SALDI!?!?)

La crescita della mia attività è continuata costante in questi mesi e, anche se naturalmente è ancora tutto in divenire - ma dopotutto quando mai smetterà di esserlo? - io comincio a capire come funzionano certe dinamiche di marketing, del commercio e di tutto ciò che ruota intorno ad un piccolo biz come questo e di conseguenza mi sento sempre più sul pezzo. E mi rendo conto di essere effettivamente, ogni mese che passa, sempre più sul pezzo: i risultati me ne danno conferma.

Ho investito molto in formazione lo scorso anno, spendendo soldi e tempo in corsi sia on line che non, e adesso ne sto raccogliendo i frutti.

Chiudo quindi questa prima parte del 2016 in modo assolutamente positivo.


Ed ora passiamo alla novità di cui sopra, che ha a anche fare con la foto che apre questo post.

Più di una volta ho detto, quando mi veniva chiesto quali fossero i miei obiettivi più grandi, che avrei voluto con tutte le mie forze coinvolgere Fede - mio marito - che mi ha sostenuta con tutte le sue forze e il suo entusiasmo fin dall' inizio, nella mia attività per far sì che questo biz diventasse "a conduzione familiare".

Appena ho cominciato a capire che "Pretty in Mad" poteva diventare il mio unico lavoro ho pensato subito che sarebbe stato bello portarlo avanti insieme a lui e appena gliene ho parlato abbiamo cominciato immediatamente ad ipotizzare cose come si fa quando si è presi dall'entusiasmo, cose che suonano come difficilmente realizzabili o addiritturaimpossibili da mettere in pratica.

E tra queste la più importante era un suo ipotetico part-time che gli avrebbe lasciato tutto il tempo di darmi una mano, occuparsi dei suoi progetti di produzione musicale per lo studio di registrazione indipendente che ha fondato l'anno scorso, e avere comunque un'entrata fissa che ci garantisse un minimo di sicurezza economica.

A Maggio del 2015 ho aperto partita iva e, a detta di tutti, visto che il primo anno non si paga nulla ma il secondo lo Stato ti chiede tutto quello che deve avere più svariati anticipi, il 2016 sarebbe stato l'anno economicamente più duro avendo, appunto, "spese per due". Ci eravamo così ripromessi che a fine 2016 avremmo fatto un bilancio economico e deciso di conseguenza se potevamo permetterci questa cosa del suo part-time.

Quando a Febbraio mi sono ritrovata a pagare quasi 2500 euro e non sono rimasta, come si suol dire, in mutande, ci siamo guardati in faccia increduli e ci siamo detti che, se le vendite continuavano regolari e tutto filava liscio, forse anziché aspettare la fine dell' anno, il part-time lo si poteva chiedere dopo l'estate.


Ad Aprile abbiamo fatto un altro punto della situazione, ci siamo guardati in faccia un'altra volta e ci siamo detti: perché aspettare dopo l'estate? Perché non prima? SE NON ORA, QUANDO? L'idea di aspettare la fine dell' estate era data dal fatto che secondo noi nei mesi estivi ci poteva essere un calo fisiologico delle vendite e che quindi era più prudente aspettare settembre per non ritrovarci in difficoltà economica. Ma a quel punto era ormai un bel po' che le cose procedevano regolari ed era chiaro che le vendite non si sarebbero interrotte completamente di punto in bianco (e ora aggiungo che avevamo ragione perché questo Luglio 2016 si sta rivelando super UAU!).

Morale della favola, dopo averne parlato per settimane e aver preso in considerazione le ipotesi più rosee e anche quelle più catastrofiche, ci siamo fatti coraggio e ci siamo buttati: è stata fatta la sua richiesta per passare da 40 a 20 ore settimanali (per chi non lo sapesse Fede fa il commesso in un negozio di abbigliamento fast fashion all'interno di un centro commerciale). Fortunatamente la domanda è stata accettata senza problemi e, dal primo Giugno 2016, è passato ufficialmente a 20 ore.

E' per me un traguardo talmente grande che non so davvero come esprimere quello che ho provato quando ho capito che, contribuendo regolarmente e senza difficoltà alle spese di casa grazie alle entrate costanti sullo shop, era ormai assolutamente alla nostra portata un cambio che ci era sembrato, meno di due anni fa, così inimmaginabile.

Mi sono sbattuta tanto in questi primi sei mesi dell'anno anche perché avevo questo obiettivo. Ho tentato duro, non mi sono mai fermata, ho fatto tutto quello che potevo. Se penso che sognavamo questa cosa ad occhi aperti come fosse difficile quanto andare sulla luna... beh mi sembra ancora incredibile e un po' mi vengono anche i lacrimoni di gioia mentre scrivo.

Quindi ecco, la novità è che il team si allarga: io Mister e la Licia accogliamo a braccia aperte il nostro nuovo aiutante e non potremmo esserne più felici.

Ora naturalmente abbiamo cominciato a parlare di altre cose che ci sembrano incredibili come ci era sembrata - meno di due anni fa - questa riduzione di orario: fantastichiamo di viaggiare per lavoro, di impostare le nostre "vacanze" in funzione del nostro small business, magari per fare rifornimento di stoffe esclusive e altri materiali difficilmente reperibili, ed altre cose così. Guardiamo voli, ipotizziamo mete.

E la parola "impossibile" è scomparsa dal nostro vocabolario.

Erika