martedì 25 aprile 2017

FASHION REVOLUTION WEEK 2017

In molti avrete già sentito parlare della Fashion Revolution Week, ma probabilmente in molti altri no.
Come sempre le belle iniziative e i bei movimenti passano in sordina rispetto a campagne pubblicitarie a scopo di lucro che hanno i mezzi per promuoversi a qualsiasi costo, quindi ho deciso che quest'anno ne avrei parlato qua sul blog.

Ve la faccio brevissima, poi se vi interessa, una rapida ricerca on line vi darà informazioni più precise.

Tutto è cominciato con il crollo del Rana Plaza nel 2013 in Bangladesh: un edificio enorme che si è sbriciolato sulla testa di migliaia di persone, uccidendone 1138. Persone che ci stavano lavorando dentro, in condizioni disumane, con livelli di sicurezza inesistenti.
Lavoravano alla produzione di capi per alcune delle più potenti multinazionali di fast fashion che, fino a quel momento, avevano ignorato le numerose richieste di controlli.
In poche parole si è trattato di una tragedia annunciata, che davvero si poteva evitare.

Questo evento ha portato l'attenzione su un problema reale, che fino a quel momento era stato sottovalutato, reso invisibile dalla disinformazione, oscurato, messo in secondo piano: il problema delle condizioni di lavoro delle persone impiegate a produrre capi FAST FASHION, in paesi poveri, dove far rispettare i diritti umani sembra utopia ancora oggi.

Oltre a questo, un secondo tragico aspetto è emerso, a confermare quanto la fast fashion sia tossica e sbagliata: l'impatto ambientale che ne consegue è disastroso, perché più la roba costa poco, più vale poco, più ne compriamo, più la buttiamo in fretta per comprane altra.
E questo genera montagne di rifiuti. 
Ci avevate mai pensato?
Io, onestamente, NO.

E qui veniamo a noi.

Fashion Revolution pone l'attenzione sull'arma potentissima che abbiamo nelle nostre mani: e cioè il nostro potere di acquisto.
Perché tutte le volte che spendiamo, o non spendiamo, i nostri soldi, STIAMO PRENDENDO UNA DECISIONE.
E questa decisione ha SEMPRE un impatto su ciò che ci circonda.

Fashion Revolution ci mette  davanti alla realtà del fatto che "cosa e dove comprare" è una scelta e questa scelta ha delle ripercussioni, per le quali nella maggior parte dei casi non siamo noi a pagare direttamente.

La provocazione che ci chiede, è quella di indossare uno dei nostri capi a rovescio, con etichetta bene in vista e di usare l'hashtag #whomademyclothes per sensibilizzare l'opinione pubblica, e soprattutto le grandi case produttrici, sull'argomento.

Ora ci terrei anche a dirvi come la vivo io.

Vi confesso che qualche anno fa, quando per la prima volta ne ho sentito parlare da Gaia Segattini, sono andata parecchio in crisi perché mi sono sentita stupida, superficiale , quasi un'assassina, nel pensare a quanta roba inutile avevo nell'armadio.
E mi sono sentita subito colpevole, intuendo dentro di me la consapevolezza inconfessabile del fatto che non sarei riuscita di punto in bianco a rinunciare alle catene di fast fashion.
Mi sono crucciata, maledetta, dispiaciuta.

Ho sentito tutto il peso delle cose sbagliate di questa faccenda gravare sulle mie spalle.
E ho pensato che avrei potuto cominciare a cambiarle con le mie sole forze.
Con sacrifico, privazioni e una volontà di ferro.

Poi è arrivata la fase "ma tanto non cambierà mai niente", e ho pensato che era tutto inutile che tanto non sarei certo stata io, con i miei sacrifici e con due soli vestiti nell'armadio, a risollevare le sorti dei lavoratori sfruttati, o quelle di un pianeta oramai sull'orlo del collasso.
E come sempre è venuto a galla il Morrissey che è in me e ha cominciato a ripetermi che l'unico vero regalo che la razza umana potrebbe fare alla Terra, e a se stessa, è quello di estinguersi.

Mi sono insomma trovata nel turbine di emozioni che spesso mi prende quando affronto tematiche etiche (come il discorso vegetariano/vegano, per esempio), perché ci vedo sempre tantissime contraddizioni e impazzisco nel trovare cavilli che provano il fatto che, per quanto si possa fare, essere coerenti al  giorno d'oggi (già solo per il pc o lo smartphone che teniamo in mano per leggere e scrivere questo post) è impossibile.

Poi finalmente sono tornata ad essere ragionevole e mi sono calmata.

Ho cercato di essere realista e ho trovato un compromesso con me stessa e la mia coscienza.
Un compromesso che mi permetta di migliorare costantemente, senza troppi traumi o rinunce.
Un percorso di consapevolezza e di scelte ponderate che consiste sostanzialmente nel

COMPRARE SOLO
 CAPI CHE SONO SICURA AMERO' A LUNGO

ed evitare con tutte le mie forze di essere fregata dal meccanismo "vabbè non mi convince ma lo compro lo stesso perché costa una sciocchezza e anche se lo metto una volta non ci rimetto niente", perché è proprio tutto qua il succo: per mia leggerezza, QUALCUNO PAGHERA'.
Perché ogni scelta ha conseguenze.

Nell'ultimo anno poi, avendo cominciato anche ad occuparmi di abbigliamento (#prettyinmad_apparel), oltre che di accessori (#prettyinmad_accessories), è stato molto gratificante poter cucire alcuni capi per me stessa, oltre che per le mie clienti, ed è stato ancora più facile diminuire gli acquisti di roba a poco.

Forse anche per questo motivo, attualmente mi ci sento "così dentro".

Ora sta a voi capire in che modo volete e potete agire.
Mettetevi in discussione, ragionate, pensate. 
Non vi sto dicendo che Fashion Revolution vi chiede di diventare paladini dei diritti umani e attivisti di Greenpeace entro giovedì (anche se sarebbe tutto molto bello).
Ciò che vi viene chiesto è semplicemente di diventare CONSAPEVOLI, perché è da lì che parte tutto.

E se vi va, di sostenere con le vostre scelte quotidiane, piccole realtà handmade come la mia che, mi sento di dire, non sono una vera e propria alternativa al fast fashion, (perché ragazzi, ammettiamolo: quale artigiano IN REGOLA in Italia può permettersi di vendere ai prezzi di, per esempio , Zara o H&M? - ...se vi dico cos'ho fatturato nel 2016 e quanto mi è rimasto al netto delle spese e della pressione fiscale vi mettete piangere con me, ma questa è un'altra storia, che forse vi racconterò più in là), ma è comunque l'opportunità per preferire un acquisto ad un altro, ogni tanto, sempre di più, quando avete voglia di una cosa bella bella e solo vostra, impacchettata con amore, invece di una roba presa su da un cestone dove ce ne sono altre mille uguali, che pagherete poco perché vale poco.

Insomma quello che voglio dire è di cominciare a pensarci e di indirizzare le nostre scelte, nel limite delle nostre possibilità, nella direzione giusta.

E' proprio uno di quei casi in cui poco, ma tutti insieme, può fare tantissimo.

Se questo post vi avrà fatto riflettere anche solo cinque minuti sulla questione, mi riterrò soddisfatta!

Ed ora scaricate i FREE PRINTABLES è diffondete il verbo!

Erika
















mercoledì 1 marzo 2017

Ho aperto un CANALE TELEGRAM!

Gestire e portare avanti un piccolo business tutto da sola non è facile: se state pensando che la cosa più impegnativa sia cucire montagne di roba, beh, ci avete azzeccato solo in parte.
Indubbiamente soddisfare la richiesta è il primo punto di cui occuparsi, ma credetemi, dietro c'è molto altro: contabilità, ricerca dei materiali, foto da fare ed editare, il blog, la cura dei social e il relativo marketing e, non da ultima, la newsletter.

Ne ho lanciate ben due, nel corso di questi anni di attività, e devo ammettere che la vostra risposta era sempre stata piena di entusiasmo.
Il punto è che entrambe le volte non se ne è fatto nulla, per colpa mia naturalmente: vuoi il poco tempo a disposizione, vuoi il non sapere bene come sfruttarla e lo ammetto, vuoi anche un po' di pigrizia.
Le mail non sono mai state il mio punto forte e con la newsletter mi sono trovata in difficoltà e di conseguenza mi sono anche sentita in colpa per aver disatteso le aspettative di chi si era iscritto.

So che prima o poi superò anche questo mio limite, ma per il momento mi sento di dire che la newsletter verrà lasciata momentaneamente in stand by. (non che per gli iscritti cambi alcunché, visto che non è praticamente mai stata usata...)

Rimane però il fatto che sento la necessita di un "canale" più esclusivo dei soliti social, dove comunicare cose speciali per i più affezionati.
Questa funzione era stata espletata alla perfezione per qualche mese da SNAPCHAT: si era in pochi e c'era davvero la sensazione di comunicare solo con i più interessati.
Appena però instagram ha lanciato STORIES mi sono ritrovata a valutare - non senza rammarico - una migrazione di piattaforma, sia per questioni di visibilità che di praticità (snapchat mi inchiodava puntualmente il cellulare), scelta che si è rivelata giusta perché ig stories assolve egregiamente il suo compito di aggiornamenti live di dietro le quinte, chiacchiere sparse, approfondimenti e contenitore di tutto ciò che è troppo bruttino per la gallery.

Però c'è un però.
Ho capito di aver bisogno di qualcosa di ESTERNO a tutto questo.
La newsletter poteva essere la soluzione adatta se non fosse che ho capito di necessitare di un canale più rapido e in un certo senso meno impegnativo da gestire.
Una cosa che vi faccia arrivare il mio messaggio in tempo reale, e che questo messaggio possa essere veloce per me da comporre.

La soluzione è presto arrivata: UN CANALE TELEGRAM.

Telegram, spiegato per sommi capi, è un'applicazione per smartphone, un servizio di messaggistica gratuito paragonabile al ben più noto whatsapp.
Telegram però, oltre a permettere lo scambio di messaggi con i vostri contatti in una chat a due e gruppi (come whatsapp), offre la possibilità di aprire un CANALE PUBBLICO.

Come funziona un CANALE TELEGRAM?

Se avete già l'app sul vostro telefono e mi state leggendo proprio da smartphone vi basterà cliccare questo link ------> https://telegram.me/prettyinmad e selezionare il tasto in basso UNISCITI.
Se ancora non l'avete, scaricatela ( qui per iOS e qui per Android) tornate qui a cliccare link.

- In alternativa, una volta installata l'app potete anche cercare il canale nella barra di ricerca della sezione chat, lo troverete digitando prettyinmad, tutto attaccato -

Da quel momento in poi, volta che aggiungerò un contenuto sarà come se vi mandassi un messaggino che voi potete leggere immediatamente!

Trovo questo metodo molto diretto e veloce rispetto alla newsletter: a volte mi è capitato di perdermi offerte, sconti o novità perché per un motivo o per l'altro non leggevo la mail che ne parlava, o perché  mi si confondeva tra le altre, oppure finiva nello spam, o ancora la aprivo velocemente ma poi mi dimenticavo di rileggerla con attenzione in un secondo momento.
Seguendo il canale telegram non correrete il rischio di perdervi nulla!

Le cose OVVIE ma che mi preme specificare sono due:
1) c'è la possibilità di disabilitare le notifiche (qualora foste infastiditi da qualsiasi tipo di suoneria)
2) non scriverò se non ce ne sarà motivo

COME LO USERO'?

Mi piacerebbe che questo canale fosse un filo rosso esclusivo che lega me è tutte quelle persone  che davvero non vogliono assolutamente perdersi nessuna novità, promozione o anteprima riguardante la mia attività.
Iscrivendovi potrete accedere di volta in volta a promo valide solo per voi, anteprime in cui sarete avvertiti PRIMA DEGLI ALTRI sulle nuove uscite, o su pezzi che hanno un numero limitato.

So che vi piace seguirmi in queste mie trovate che all'inizio sembrano un po' strambe ma che poi rivelano di avere un loro perché!!!

Quindi vi aspetto qui! https://telegram.me/prettyinmad

Erika


giovedì 23 febbraio 2017

Pretty in Mad + VINIL Collection

Non so come cominciare questo post.
L'emozione è troppa.
Un'emozione che mi ha dato non pochi problemi nelle ultime settimane, che mi ha fatta essere perfezionista, procastinatrice e paurosa.
Perché?
Perché questa, amici, è davvero una cosa grossa.
Questa è proprio tanta ma tanta roba.

Come sapete, se mi seguite da un po', lo scorso anno ho deciso che volevo far diventare la mia attività qualcosa di eccellente, e che avrei lavorato e collaborato solo con professionisti, con persone  che lavorano in maniera eccellente.
Uno degli aspetti che più apprezzo dell'essere self-employed è che puoi SCEGLIERE con chi lavorare e di conseguenza avere a che fare solo con gente che ti piace.

Ylenia Manzoni, in arte VINIL, è una tatuatrice, dice di sé "Ho 28 anni (quasi 29), tatuo da 9. Vivo a Bergamo con il mio bassotto Anfield".

Amo da tempo i disegni di Ylenia e da tempo colleziono cose da lei illustrate, come la la tazza di Flamingo Bergamo, la tote del 2015 di Band Loch  e a breve avrò tra le mani anche la crema per tatuaggi di Momo Cosmetics.

Insomma, mi sono resa conto che qualsiasi cosa avesse un suo disegno sopra, mi faceva impazzire!
Sentivo davvero una connessione forte con i suoi tratti precisi, decisi e puliti e a un certo punto mi si è accesa la lampadina.
In più, seguendola, avevo avuto l'impressione che fosse un' artista che dice sì solo a progetti e persone che le piacciono.
E questa cosa, che apprezzo molto, mi ha fatto desiderare ancora di più di lavorare con lei.

Mi sono decisa e le ho scritto e così è cominciata la nostra corrispondenza (erano le settimane tra agosto e settembre del 2016, direi) a cui sono seguite credo un paio di telefonate e un po' di  messaggi su whatsapp ed è così che ha cominciato a disegnare per me.

Cercherò di riassumere brevemente il racconto di come è nata questa incredibile tavola A4, anche se sento potrei dilungarmi per ore.

Per quanto riguarda i vari soggetti le ho chiesto che ci fossero gatti (e se li guardate bene, i due che ci sono, vi ricorderanno una coppia di combinaguai di vostra conoscenza), una macchina fotografica vintage (che è simbolo di una passione, quella per la fotografia analogica, a cui devo molto, compresa l'esistenza di questo blog), un diamante, che sento molto mio e che mi piace tanto e un' ape  (simbolicamente legata alla città Manchester, mia città del cuore dove ho abitato 6 mesi anni fa e da cui, col senno di poi , ho capito essere partito tutto questo).
Poi, fenicottero e sirena li ho richiesti semplicemente perché glieli avevo visti disegnare spesso e trovo che, nonostante si tratti di soggetti abbastanza inflazionati, visti invece attraverso il suo tratto diventino attuali e mai banali.
La piantina grassa, i fiori e l'omino con la lettera d'amore (ADORO!!) più tutti i soggetti più piccoli come fulmine, mela eccetera, li ha messi lei senza alcun suggerimento da parte mia.

Per quanto riguarda i colori ha avuto carta bianca: ho voluto seguisse il suo stile e privilegiasse i toni che più incontravano il suo gusto (e nemmeno a dirlo... ci sono un ocra , un marroncino che mixati nel pattern ricordano davvero molto i toni dell'arancio, che come sapete, è il colore che più rappresenta il mio brand).

Insomma come avrete capito volevo che questa illustrazione parlasse, raccontasse una storia, la mia, ma allo stesso tempo si fondesse con l'arte dei tatuaggi e le illustrazioni di Vinil che tanto avevo ammirato.

Non so dirvi l'emozione che ho provato quando mi è stata recapitata a casa la copia originale, disegnata a mano su carta... vorrei farvela toccare e vedere da vicino per farvi capire la precisione e la perfezione di quest'opera.
Dopo averla scansionata l'ho messa subito in cornice!





Quella però , per me, era solo la prima parte del lavoro.
Dopo la scansione ci sono volute tantissime ore di prove al pc, con l'aiuto prezioso di Fede (che per chi ancora non lo sapesse è mio marito - e qua faccio come Elsie Larson e vi dico - potete seguire il suo progetto musicale Tutto Esplode al Rallentatore su instagram), per riuscire a estrapolare da quell'illustrazione un pattern che mi convincesse.

Alla fine ce l'abbiamo fatta e quando è arrivata la stoffa, fatta stampare dalle ragazze di The Color Soup, ho quasi pianto (e ovviamente l'ho whatsappata subito a Ylenia!)

Era un sogno che si realizzava.
Era la prima pietra miliare di un percorso che ho intenzione di intraprendere con tutte le mie forze: personalizzare più che posso e proporre tessuti che rappresentino il gusto e il carattere del mio brand ma soprattutto quello delle mie clienti, che amano ciò che è particolare senza rincorrere per forza i trend, che seguono il loro istinto più delle mode e che hanno i colpi di fulmine per le cose belle.

Questa stoffa, cari amici, credo proprio sia tutto questo e forse anche di più.
Perché ammetto che devo ancora metabolizzare la portata di questo progetto.

C'è tanto dietro a questo tessuto, di mio e di Ylenia: c'è il nostro impegno nel fare le cose per bene, la passione per il lavoro che ci siamo scelte, di cui viviamo e che amiamo alla follia.
E' un progetto potente, se capite cosa intendo.
E spero con tutto il cuore che questa energia buona raggiunga anche voi.

Sono felice, orgogliosa e soddisfatta.
Ylenia è una professionista vera oltre che una persona deliziosa, ha dato il 100% per questo progetto, per me, per VOI, in un periodo in cui aveva un sacco di impegni e trasferte di lavoro e io non potrò mai ringraziarla abbastanza (ma intanto preparo un pacco con un po' di cosine PRETTY IN MAD + VINIL COLLECTION da inviarle ^_^)



E ho pensato anche a voi, nel caso vi foste innamorati quanto me di questo progetto: con l'acquisto di uno qualsiasi dei pezzi della collezione riceverete una copia, in formato cartolina, della tavola originale.
Ed ora fatevi un giro su 

e tornate a dirmi cosa ne pensate!
Ci sono i modelli di punta come gli astucci, la tracolla, le tote a mano, la nuovissima carry all e in più una prima new entry: i foulard infinity!

Erika

*** Apro un piccola parentesi su Manchester: se tutto va secondo i programmi, questa meravigliosa città che è stata così importante, che mi ha dato così tanto e senza la quale non sarei qui a raccontarvi di un brand tutto mio, avrà un posto speciale nei miei piani del 2017 e mi offrirà lo spunto per raccontarvi cose molto personali e soprattutto di per parlarvi di come e quando è nata Pretty in Mad.  





mercoledì 18 gennaio 2017

WOTY POUCHES 2017: per portare sempre con sé la propria parola dell'anno.










Breve intro: WOTY è l'acronimo che sta per WORD OF THE YEAR, cioè PAROLA DELL'ANNO.
Scegliere la propria parola dell'anno significa avere una guida per i prossimi 12 mesi.
E' un percorso di introspezione importante che ci può aiutare a conoscere meglio noi stessi e a superare di volta in volta gli ostacoli che ci troveremo davanti.
Queste pochettine nascono per portare sempre con noi la nostra parola e sentirla più vicina.

Tre risorse che possono aiutarvi nella ricerca sono:

Ma passiamo alla novità!!!
Finalmente posso presentarvi il modello WOTY POUCH 2017!
Quello dello scorso anno ve lo avevo spiegato per bene QUI, e visto il successo e le richieste ho deciso di replicare questo lancio, rinnovando però la pochette.





Cotone americano firmato Robert Kaufman in tre colori, NERO, GIALLO e ROSSO tra cui scegliere a seconda del vostro gusto o delle "vibrazioni" che un determinato colore vi dà.

Anno di produzione ricamato nella fodera interna, in posizione random, per rendere ogni pouch assolutamente UNICA.
E' importante che l'anno ci sia, perché come avevo detto anche a Gennaio scorso, mi piacerebbe che ognuna di voi le collezionasse anno dopo anno (e devo dire che infatti sta succedendo proprio questo!)

La parola è ricamata lettera per lettera su una fettuccia di sbieco e applicata a mano tramite borchie per creare un effetto d'impatto.

Anche le dimensioni sono cambiate: la scorsa edizione era una via di mezzo tra astuccio e portamonete, questa è più generosa, ha la stessa grandezza degli astucci che vendo regolarmente sullo shop e può essere usata sia come portapenne (la fodera nera maschererà qualsiasi macchia di eventuali biro lasciate aperte), porta trucchi, porta smartphone e, udite udite... porta kindle! (è imbottitina, oh yesss!).

Avevo ordinato le stoffe a Novembre ma a causa di un ritardo nelle spedizioni mi sono arrivate solo pochi giorni fa. 
E' per ovviare a questo imprevisto che avevo deciso di aprire gli ordini "al buio": dare la possibilità di acquistare la bustina senza vederne il modello, ma scegliendone solo il colore,  in cambio di uno sconto per premiare la fiducia di chi la comprava.
E' stato un successo.
In tantissime si sono fidate e io non le ringrazierò mai abbastanza!

Mi preme dire (anche se so che chi si loda si imbroda, ma certe volte le cose vanno proprio dette) che sono davvero soddisfatta di questo modello ed è stato il motivo per cui mi sono sentita di azzardare una vendita "a scatola chiusa": la pochette mi piaceva così tanto da essere sicura che nessuno ne sarebbe rimasto deluso.
E sono orgogliosa che così tante persone si siano fidate di me!

Ora la vendita continua sullo shop, con le inserzioni complete di foto, e in base alle richieste dei prossimi giorni (sono sicura che chi ancora era incerto, vedendole, capirà che ne vuole una!) deciderò se riassortire le stoffe (che stanno terminando) e prolungare la produzione anche per il mese di febbraio, oppure no.
Vediamo. 

Io vi saluto, e soprattutto vi ringrazio per l'entusiasmo che dimostrate sempre nei confronti delle mie trovate (Pretty come Arnold "Una ne pensa, cento ne fa!😂)

A presto.

Erika

PS: vi stavate chiedendo quale fosse la mia parola dell'anno?
CRESCITA.
Perché in questo 2017 voglio dare il meglio sia nel business che per quanto riguarda la mia crescita personale.





E la mia amica Fea ha colto benissimo il senso e lo ha rappresentato con questo disegno!!

sabato 31 dicembre 2016

Ciao 2016 benvenuto 2017

Ed eccolo, il post di fine anno.

Non so da che parte cominciare.
Sarebbe utile parlare di cosa ha funzionato e cosa no, ma il punto è che nel 2016, lavorativamente parlando, ha funzionato TUTTO. 

Come posso evitare di essere autoreferenziale nell'esporre tutto ciò?
Impossibile. Siete avvertiti.
Procediamo.

A Luglio si era già capito che le cose andavano bene.
E hanno continuato su quella strada: gli obiettivi li ho centrati e superati. TUTTI.

E ho fatto progressi incredibili in molte cose: cucio meglio, faccio foto migliori, gestisco meglio i social.
Sono cresciuta tanto. 

Ho prodotto accessori che mi soddisfano al 100%.

Ho cominciato a produrre abiti, non senza qualche difficoltà, non senza grandissime soddisfazioni.

Il fatturato è stato di tutto rispetto, tanto che, benché il secondo anno di partita iva venga considerato come il più "pericoloso", sono riuscita addirittura ad investire, rinnovando completamente il mio parco macchine, acquistandone di industriali e a permettermi un anno di formazione per il 2017 con il BBCLUB di Gioia Gottini.
Spese "importanti", ma che ritengo fondamentali per crescere.

Tutto questo credo sia successo per due motivi: il primo è che non mi sono risparmiata, ho lavorato parecchio (e se ve lo state chiedendo no, non finivo la settimana il venerdì alle 18 per riprendere il lunedì alle 9, e sì, spesso lavoravo anche dopo cena) il secondo è che ho capito quali erano le cose su cui dovevo incanalare le  mie energie. Perché va bene il "never give up", è giusto non mollare mai, ma è anche giusto capire cosa vale la fatica e cosa no, invece di incaponirsi sempre sulle stesse cose anche se non funzionano.

Possiamo riassumere il tutto con MAZZO TANTO E ANTENNE DRITTE.
(ok questa mi è uscita così adesso ma andrà a finire che  me la tatuo😂)

Ma più che del 2016 avrei già voglia di parlare del 2017 e di quello che verrà, perché sono già proiettata nei progetti futuri (su cui già ho speso dei bei solidini) e non vedo l'ora di potervi far vedere tutto!

Ovviamente l'ansia non è mai mancata.
I piantini.
L'isteria.
Gli stato d'animo in stile "MORIREMO TUTTI!!!111!1!1!!1"

Però la volete sapere una cosa?
NON CAMBIEREI UNA VIRGOLA.

Ed è solo grazie a voi che tutto questo è stato e continua ad essere possibile.

Che il 2017 vi porti ciò che desiderate, ve lo auguro con il cuore. ☘

Erika

----------------------------------------------------------------------

PS: per chi si chiedeva se verranno riproposte le WOTY POUCHES, le bustine personalizzate con la vostra parola dell'anno, la risposta è ASSOLUTAMENTE Sì!
Saranno in una veste tutta nuova e si potrà scegliere tra tre varianti di colore.
I fornitori sono in ritardo, ma vi prometto che recuperiamo! <3

mercoledì 28 settembre 2016

Lancia il tuo cuore davanti a te e corri a riprenderlo: finalmente gli abiti #prettyinmad_apparel







































Prima di partire con il racconto di questa sofferta quanto meravigliosa produzione, è doveroso che io faccia un premessa.

Quando si è agli inizi si è presi dalla smania di voler fare tutto, con la generosa idea di dare infinite possibilità di scelta e di varianti, di articoli, di colori, di misure alle clienti... si vuole essere presenti sul mercato con duecentomila robe.
Poi, con l'esperienza diventa chiaro che quella è la fesseria più controproducente che si possa pensare.
Si capisce che bisogna scegliere una strada precisa, avere un focus ben chiaro a cui indirizzare tutte le proprie energie e risorse.
E io da tempo l'ho capito e ho scelto la mia strada, so che è cucire accessori quello che voglio fare.
Quindi  non spaventatevi: non sono stata presa da delirio di onnipotenza e non  ho intenzione di darmi all' abbigliamento!! (rido) 
Questi abitini nascono come complemento alla mia linea principale che è quella di accessori, per offrirvi quel qualcosa in più, per poter vestire Pretty in Mad dalla testa ai piedi, il giorno che vi va.
Li propongo nelle stoffe che avete tanto amato per borse e pochette e sono convintissima che  vi piaceranno tanto quanto piacciono a me.

Detto ciò, lasciate che vi racconti di questo "parto" travagliato!


"Lancia il tuo cuore davanti a te e corri a riprenderlo" 
(proverbio orientale)

A volte questa è davvero l'unica soluzione: seguire il cuore e buttarsi di testa per cercare di riacciuffarlo e nel mentre, uscire dalla propria comfort zone e sbagliare, imparare , capire, rialzarsi.
E INFINE RIUSCIRE.
Tutto questo è successo a me per colpa di (grazie a) questi abitini.

L'idea mi girava intorno da così tanto tempo che non ne ho più memoria.
Due anni fa era solo un pensiero vago.
L'anno corso invece ero addirittura convinta che a Settembre li avrei lanciati. (rido)
Se mi seguite già da allora, saprete che non ne è uscito nulla, nemmeno un accenno.
Le cose sono andate bene comunque, e ho avuto molto lavoro e tante altre cose di cui occuparmi, ma quell'idea non mi abbandonava mai.

Quest'anno, già prima dell'estate, avevo deciso che, se le vendite di Giugno e Luglio fossero andate bene, Agosto lo averi dedicato a rallentare i ritmi e soprattutto a concentrarmi su nuove cose.
Complice Velentina  che mi ha disegnato il cartamodello (il modello è quindi un originale Fils de Reves ragazzi, mica pizza e fichi eh), ho potuto cimentarmi in quest'idea che non avevo mai del tutto abbandonato.

Ho cominciato a cucire i primi e li ho indossati subito con grande soddisfazione.
E vi sono piaciuti tanto.
Come sempre succede quando cucio qualcosa di nuovo, sono stata indulgente con me stessa: pazienza se le finiture non erano proprio come le volevo io, perchè per le cose che devo indossare, di uso personale diciamo, non sono pignola.
Ma faccio praticamente l'opposto con ciò che devo vendere: finché il prodotto non è al meglio delle mie possibilità non viene lanciato e men che meno caricato sullo shop per la vendita.

Ne è seguito un periodo in cui, pur cucendone parecchi, la situazione non migliorava.
Poi è ovviamente arrivato il blocco psicologico: "e se non riuscissi mai a cucirne di veramente belli?" 
"e se non fossero mai abbastanza ben fatti?"
Facevo di tutto pur di non riprendere in mano il discorso e per buona parte di Agosto e Settembre mi sono crucciata moltissimo per diversi motivi: primo ne avevo già parlato e le richieste erano tante e impazienti, secondo poi era un desiderio, quello di cimentarmi nel mondo dell'abbigliamento, che bruciava talmente forte dentro di me che non riuscivo ad abbandonare l'idea.
Quindi ero angosciata da "non ce la faccio" + "devo perché lo voglio troppo"... in pratica ero nel pieno di uno dei miei periodi "MORIREMO TUTTI!!!1!!1111!!!".


Fortunatamente, proprio in quelle settimane ho acquistato la lineare industriale JUKI e poco tempo dopo, la tagliacuci industriale Rimoldi.
E lì il mio modo di lavorare è cambiato completamente: più sicura di me, più veloce nel portare a termine i progetti, più entusiasta: insomma tutto un altro mondo. 
E' proprio vero che gli strumenti giusti ti cambiano la vita.

E così è arrivato il giorno che mi sono OBBLIGATA.
E ho tagliato e cucito gli abiti.
E finalmente erano, fin da subito, come volevo che fossero ed è stata una sensazione meravigliosa.

Non potrei mai vendere un articolo che prima di tutto non convinca anche me, l'ho sempre detto, ma adesso ne ho proprio le prove. 


E' nata quindi questa linea di abiti modello unico, taglia unica.

La vestibilità spazia dal 40 al 46 e si possono portare in tantissimi modi diversi:
come semplice T-Dress, lasciato largo, con sotto leggings o un paio di jeans elasticizzati oppure sfruttando la morbidissima fusciacca in vegan leather (anche quella totalmente handmade) che riceverete insieme all'abito, per sottolineare il punto vita o per essere annodata sotto il seno e creare lo "stile impero".

E' un capo adatto ad ogni stagione perché d'estate lo si porta a gamba nuda e sandalini e d'inverno con collant pesanti, golfino caldo e stivali.
Insomma sono proprio soddisfatta del risultato.
Li ho portati tanto e ancora non mi stancano, ciò significa che è amore vero!

Bene, vi ho detto tutto ciò che avevo da dire e sono felicissima di aver condiviso con voi questo percorso che non è stato facile ma che mi ha fatta crescere tanto, che mi ha fatto capire che devo credere in me e nelle mie capacità e soprattutto che uscire dalla proprio comfort zone per seguire quella pulce nell'orecchio che proprio non vuole andarsene è sempre la scelta giusta!

Vi abbraccio, vi cuoro e vi lascio il link allo ----> SHOP

Erika


giovedì 1 settembre 2016

Estate 2016: invece di andare in vacanza, mi sono fatta la JUKI



Come sempre per me il primo di Settembre decreta inesorabilmente la fine dell'estate.
E' un mese che mi è sempre piaciuto: ha il sapore di un nuovo inizio, i colori dell'estate si fanno meno accecanti e la voglia di cioccolata calda comincia a farsi sentire, anche se siamo consapevoli che è ancora troppo presto.
Settembre porta con sé anche una discreta ansia da prestazione che mi fa agitare, i gatti lo sanno e mi tengono sveglia di notte. Ho sempre una bella cera in questo periodo, insomma.

Con la fine di Agosto mi ritrovo anche a guardare indietro pensando all'estate appena "finita" (in realtà ci sono ancora tre settimane e se tanto mi dà tanto il caldo andrà avanti un pezzo.. ma vabbè).

L'estate 2016 è stata molto semplice ma tanto impegnativa (semplice perché ho solo lavorato, lavorato , lavorato e impegnativa perché ho lavorato, lavorato, lavorato): me la ricorderò come quella in cui ho cucito come una pazza, in cui ho avuto il mese (luglio) più produttivo di tutta la storia del brand e anche come quella in cui finalmente Fede è entrato ufficialmente a far parte del nostro team (quello mio e dei gatti..).
Come quella in cui sono andata al mare solo 5 volte perché poi mi veniva i mal di testa.
Quella in cui ho realizzato i miei primi abiti ( e qui un grazie immenso va a Valentina di Fils de Reves)
Quella in cui con orgoglio li ho indossati.

Ma soprattutto la ricorderò come l'estate in cui ho fatto una scelta precisa: comprare una macchina da cucire industriale invece di andare in vacanza

Entrambe le cose non potevo permettermele (anche perché come vi raccontavo qualche mese fa, adesso Fede ha un impiego part-time), e la cifra più o meno era quella.
Ho dovuto scegliere e l'ho fatto senza avere il minimo dubbio.

Tutt'ora sono soddisfatta di questa decisione: sapevo fin dall'inizio che se volevo far decollare questa attività avrei dovuto fare dei sacrifici, tutto non si può avere e ritengo che le attrezzature siano una parte importantissima del mio mestiere.
Mi ero accorta che la macchina da cucire che avevo non riusciva a sostenere i ritmi a cui aveviocominciato a sottoporla quando il lavoro è realmente aumentato. Avrei potuto tirare avanti, certo, ma ho preferito procurarmi subito il mezzo più adatto a queste mie nuove esigenze, in modo da affrontare il periodo natalizio (che solitamente è quello in cui si lavora di più) con tranquillità.

La mia nuova JUKI mi fa battere forte il cuore e mi fa sentire al sicuro come mai nessun'altra macchina aveva fatto quindi... la settimana al mare o in montagna la faremo l'anno prossimo, o quello dopo ancora. O boh, chi se ne frega!
Sono un po' stanchina è vero, ma tengo botta perché di soddisfazioni ne arrivano tante e sono il carburante più efficace che esista.

Quindi buon primo di Settembre, che sia un autunno FAVOLOSO per tutti noi!

Erika

venerdì 29 luglio 2016

Letture consigliate estate 2016

(Tee by Zelda was a writer)
Visto che, dopo il post di ieri nel quale accennavo alle mie letture "di lavoro" , in molti mi hanno chiesto qualche titolo da leggere durante le vacanze, ho deciso che piuttosto che disseminare libri qua e là, sarebbe stato più carino scriverci un post!

Alcuni di questi testi sono prettamente focalizzati sullo small business, o sul business in generale, ma altri sono davvero utili a tutti.
Vi lascio 12 titoli più due bonus che sono nella mia wishlist da un po'.

Cominciamo con i titoli non biz.

1) #GIRLBOSS di Sophia Amoruso
Sophia ha creato il suo impero milionario nel mondo della moda partendo dal nulla: quando ha capito cosa voleva ha lottato con le unghie e con i denti per ottenerlo. E ci è riuscita.
Una storia vera che parla di coraggio e determinazione.
(Si parla di imprenditoria, ma senza tecnicismi, è quindi un libro che può essere letto come semplice autobiografia, e darvi molto, anche se non avete intenzione di costruire un impero. Soprattutto vi fa vedere dove si può arrivare "facendosi un mazzo tanto").

2) RADICAL SELF LOVE di Gala Darling
Gala è una psichedelica strega moderna, blogger decennale, camaleontica e complicata.
Ha imparato a sue spese che amare se stessi è il primo passo per poter amare anche gli altri e che soprattutto è l'unica via per essere felici.
Questo libro è un compendio di consigli e riflessioni su quanto ognuno di noi può fare per se stesso, un mix di psicologia ed esoterismo molto efficace.

3) IL PORTAPRANZO DI TIMMY TOD di Giulia Amoruso
Questo delizioso libro per l'infanzia racchiude il coraggio di provarci, la forza di chi combatte le proprie paure e la voglia di un cambiamento che, anche se ci spaventa, sappiamo porterà solo cose belle. Una dolce storia accompagnata dalle inconfondibili illustrazioni della Caracters Factory di Judice for Breakfast.
Penso che tutti dovrebbero avere sul comodino una copia di questo "manuale del coraggio" da sfogliare, come si suol dire, "alla bisogna".

4) NON FARE LO STRUZZO! di Brian Tracy
"L'arte di non rimandare la soluzione dei problemi per essere più efficienti."
Devo aggiungere altro?!
E poi, vi prego, GUARDATELO: non vi sembra uno che la sa davvero lunga?

5) THE MIRACLE OF MORNING PAGES di Julia Cameron
Le tre pagine del mattino.
Ne ho parlato in maniera dettagliata esattamente un anno fa (ODDIO era proprio il 29 Luglio... Julia, cosa stai cercando di dirmi???) quindi non vi resta che leggere QUI

Nella mia wishlist:
Ne parlano tutti un gran bene, pare sia un libro che aiuta, ispirandoci, a combattere le nostre paure, a liberarci di ciò che ci separa dal poter vivere una vita creativa a 360 gradi.
Lo comprerò presto.

(pin by Pemberly Pond)



E qui passiamo alle letture un po' più in argomento business.

6) TUTTO FA BRANDING di Gioia Gottini
Se hai una piccola attività NON PUOI ESIMERTI dallo studiare in merito al PERSONAL BRANDING.
Qui ci sono LE BASI. E senza le basi non si può stare.
Spiegazioni ed esercizi, tutto molto chiaro.
Compratevi un bel quaderno, (quelli del MySelfieCottage sono deliziosi, per dire...) e dedicate Agosto a fare i compiti sotto l'ombrellone come ho fatto io l'anno scorso.
(Giusto ieri obbligavo Valentina di Fils de Reves  ad acquistare questo ebook e come potete vedere è già carichissima con i suoi nuovi taccuini @scrapzelda!)

E' un manuale super completo su come impostare tutta la struttura del vostro biz, con tanto di esercizi da fare.
Io l'ho comprato credo un paio di anni fa, l'ho letto, non ho fatto gli esercizi e l'ho messo da parte (che ignorante!!!)  
Ma, il caso vuole che proprio oggi sia uscita la prima puntata del Quattrocchi's Bootcamp 2016 di Juice For Breakfast e, udite udite, è il primissimo strumento che Giulia ci mostra tra quelli che ha usato per rimettere ordine nel suo biz.
Ho deciso così di fare altrettanto e lavorarci ad Agosto (e l'ho aggiunto alle 39386264839393 cose che ho già in programma...) e quindi ve lo metto in questa lista di consigli perché è davvero uno strumento potente.

8) CHI HA PAURA DEL BUSINESS PLAN? di Francesca Marano
Un modo semplice, e a volte scanzonato, di approcciarsi al business plan quando il business plan non l'hai mai nemmeno sentito nominare. 
(E in tal caso la situazione è molto grave perché senza un BP un business non ha futuro).

Anche questo è un manuale BASICO.
Se  non avete ancora un modo ben definito di approcciare i social, di tenere un blog e siete confusi sul metodo da usare per strutturare la vostra presenza on line a favore del vostro micro biz, questo può essere un buon punto di partenza.

10) FUTURO ARTIGIANO di Stefano Micelli
Lo consiglia vivamente Gaia Segattini che definisce Micelli il suo Guru.
"Futuro Artigiano" fa un'analisi della situazione economica, del lavoro e della sua evoluzione. Parla del fenomeno americano dei "makers" per poi spostarsi sulla realtà italiana... e onestamente leggere finalmente qualcosa scritto da qualcuno "di qui"  invece che da chissà dove, è davvero rinfrancante.
E' un libro che mi ha fatta sentire parte di qualcosa di davvero importante, che mi ha fatto pensare che nel mio piccolo sto partecipando attivamente ad una rivoluzione economica, punto dopo punto, cerniera dopo cerniera.
Se avete una piccola attività che, come la mia punta alle stelle, leggetelo.

Lo ha consigliato quel genio di Dario Vignali su snapcaht e io mi sono fidata e me lo sono comprato subito.
Non conoscevo Tom Peters e ho scoperto che adoro il suo modo di scrivere, leggerò sicuramente altro di suo.
In questo libro ci sono consigli formidabili e spunti davvero interessanti per fare bene il proprio lavoro. Anzi no: per farlo ancora MEGLIO.
A me ha dato una carica pazzesca.

Consigliato da Marco Monty Motemagno , non ricordo se in qualche suo video o su snapchat, che lo ha descritto come un librino veloce da leggere e molto utile. 
Il nome di Seth Godin è già una garanzia di per sé, e il sottotitolo che faceva riferimento ad "un mondo tutto marrone"  ha fatto il resto!!
Lo metto per ultimo perché sono ancora in fase di lettura... ma vi dico già che mi sta piacendo moltissimo.

Nella mia wishlist:
Anche questo consigliato da Gaia, lo comprerò sicuramente visto quanto mi è piaciuto "Futuro Artigiano".

Bene, la lista è finita!
Volevo buttare giù una roba veloce ma il post è risultato più corposo di quanto mi aspettassi, e ne sono più che soddisfatta!
Detto ciò BUONE VACANZE ... e buono studio!

Erika

lunedì 11 luglio 2016

Bilancio della prima metà 2016


Siamo quasi a metà Luglio ormai e un bilancio di questa prima parte dell'anno è inevitabile. 
Rimetto mano a questo blog sia per questo motivo che per rivelarvi una novità super importante che riguarda la mia piccola impresa.

Cominciamo.

L'anno scorso mi era stato detto, da più di una persona, "secondo me nel 2016 fai il botto".
Se per botto intendiamo vendite costanti, entrate tali da permettermi di non dover mai dipendere da mio marito, riuscire a pagare LA BARCA di soldi che lo Stato mi ha chiesto tra tasse sul fatturato del 2015,   anticipi per quest' anno, INPS e riuscire a togliermi anche qualche sfizio (vedi la macchina per il caffè con cui tanto vi ho tediati su snapchat)... beh ragazzi, mi sa che ci avevano visto giusto.

Senza contare le diverse soddisfazioni personali non legate principalmente ai soldi, come la mia prima volta a Milano all'East Market con Valentina di Fils de Reves (santa subito!), il mio primo workshop di cucito a Bologna per Mondo Creativo e, non da ultimo, IL NUOVO SHOP, super professionale e che mi ha impegnata - ed esaurita - anima e corpo per un paio di mesi in primavera. (A proposito, ma lo sapete che proprio oggi inaugura la sezione SALDI!?!?)

La crescita della mia attività è continuata costante in questi mesi e, anche se naturalmente è ancora tutto in divenire - ma dopotutto quando mai smetterà di esserlo? - io comincio a capire come funzionano certe dinamiche di marketing, del commercio e di tutto ciò che ruota intorno ad un piccolo biz come questo e di conseguenza mi sento sempre più sul pezzo.
E mi rendo conto di essere effettivamente, ogni mese che passa, sempre più sul pezzo: i risultati me ne danno conferma.

Ho investito molto in formazione lo scorso anno, spendendo soldi e tempo in corsi sia on line che non, e adesso ne sto raccogliendo i frutti.

Chiudo quindi questa prima parte del 2016 in modo assolutamente positivo.



Ed ora passiamo alla novità di cui sopra, che ha a anche fare con la foto che apre questo post.

Più di una volta ho detto, quando mi veniva chiesto quali fossero i miei obiettivi più grandi, che avrei voluto con tutte le mie forze coinvolgere Fede - mio marito - che mi ha sostenuta con tutte le sue forze e il suo entusiasmo fin dall' inizio, nella mia attività per far sì che questo biz diventasse "a conduzione familiare".

Appena ho cominciato a capire che "Pretty in Mad" poteva diventare il mio unico lavoro ho pensato subito  che sarebbe stato bello portarlo avanti insieme a lui e appena gliene ho parlato abbiamo cominciato immediatamente ad ipotizzare cose come si fa quando si è presi dall'entusiasmo,  cose che suonano come difficilmente realizzabili o addirittura impossibili da mettere in pratica.

E tra queste la più importante era un suo ipotetico part-time che gli avrebbe lasciato tutto il tempo di darmi una mano, occuparsi dei suoi progetti di produzione musicale per lo studio di registrazione indipendente che ha fondato l'anno scorso, e avere comunque un'entrata fissa che ci garantisse un minimo di sicurezza economica.

A Maggio del 2015 ho aperto partita iva e, a detta di tutti, visto che il primo anno non si paga nulla ma il secondo  lo Stato ti chiede tutto quello che deve avere più svariati anticipi, il 2016 sarebbe stato l'anno economicamente più duro avendo, appunto, "spese per due".
Ci eravamo così ripromessi che a fine 2016 avremmo fatto un bilancio economico e deciso di conseguenza se potevamo permetterci questa cosa del suo part-time.

Quando a Febbraio mi sono ritrovata a pagare quasi 2500 euro e non sono rimasta, come si suol dire, in mutande, ci siamo guardati in  faccia increduli e ci siamo detti che, se le vendite continuavano regolari e tutto filava liscio, forse anziché aspettare la fine dell' anno, il part-time lo si poteva chiedere dopo l'estate.


Ad Aprile abbiamo fatto un altro punto della situazione, ci siamo guardati in faccia un'altra volta e ci siamo detti: perché aspettare dopo l'estate? Perché non prima? SE NON ORA, QUANDO?
L'idea di aspettare la fine dell' estate era data dal fatto che secondo noi nei mesi estivi ci poteva essere un calo fisiologico delle vendite e che quindi era più prudente aspettare settembre per non ritrovarci in difficoltà economica.
Ma a quel punto era ormai un bel po' che le cose procedevano regolari ed era chiaro che le vendite non si sarebbero interrotte completamente di punto in bianco (e ora aggiungo che avevamo ragione perché questo Luglio 2016 si sta rivelando super UAU!).

Morale della favola, dopo averne parlato per settimane e aver preso in considerazione le ipotesi più rosee e anche quelle più catastrofiche, ci siamo fatti coraggio e ci siamo buttati: è stata fatta la sua richiesta per passare da 40 a 20 ore settimanali (per chi non lo sapesse Fede fa il commesso in un negozio di abbigliamento fast fashion all'interno di un centro commerciale).
Fortunatamente la domanda è stata accettata senza problemi e, dal primo Giugno 2016, è passato ufficialmente a 20 ore.

E' per me un traguardo talmente grande che non so davvero come esprimere quello che ho provato quando ho capito che, contribuendo regolarmente e senza difficoltà alle spese di casa grazie alle entrate costanti sullo shop, era ormai assolutamente alla nostra portata un cambio che ci era sembrato, meno di due anni fa, così inimmaginabile.

Mi sono sbattuta tanto in questi primi sei mesi dell'anno anche perché avevo questo obiettivo.
Ho tentato duro, non mi sono mai fermata, ho fatto tutto quello che potevo.
Se penso che sognavamo questa cosa ad occhi aperti come fosse difficile quanto andare sulla luna... beh mi sembra ancora incredibile e un po' mi vengono anche i lacrimoni di gioia mentre scrivo.

Quindi ecco, la novità  è che il team si allarga: io Mister e la Licia accogliamo a braccia aperte il nostro nuovo aiutante e non potremmo esserne più felici.

Ora naturalmente abbiamo cominciato a parlare di altre cose che ci sembrano incredibili come ci era sembrata - meno di due anni fa - questa riduzione di orario: fantastichiamo di viaggiare per lavoro, di impostare le nostre "vacanze" in funzione del nostro small business, magari per fare rifornimento di stoffe esclusive e altri materiali difficilmente reperibili, ed altre cose così.
Guardiamo voli, ipotizziamo mete.

E la parola "impossibile" è scomparsa dal nostro vocabolario.

Erika



ShareThis