mercoledì 18 gennaio 2017

WOTY POUCHES 2017: per portare sempre con sé la propria parola dell'anno.










Breve intro: WOTY è l'acronimo che sta per WORD OF THE YEAR, cioè PAROLA DELL'ANNO.
Scegliere la propria parola dell'anno significa avere una guida per i prossimi 12 mesi.
E' un percorso di introspezione importante che ci può aiutare a conoscere meglio noi stessi e a superare di volta in volta gli ostacoli che ci troveremo davanti.
Queste pochettine nascono per portare sempre con noi la nostra parola e sentirla più vicina.

Tre risorse che possono aiutarvi nella ricerca sono:

Ma passiamo alla novità!!!
Finalmente posso presentarvi il modello WOTY POUCH 2017!
Quello dello scorso anno ve lo avevo spiegato per bene QUI, e visto il successo e le richieste ho deciso di replicare questo lancio, rinnovando però la pochette.





Cotone americano firmato Robert Kaufman in tre colori, NERO, GIALLO e ROSSO tra cui scegliere a seconda del vostro gusto o delle "vibrazioni" che un determinato colore vi dà.

Anno di produzione ricamato nella fodera interna, in posizione random, per rendere ogni pouch assolutamente UNICA.
E' importante che l'anno ci sia, perché come avevo detto anche a Gennaio scorso, mi piacerebbe che ognuna di voi le collezionasse anno dopo anno (e devo dire che infatti sta succedendo proprio questo!)

La parola è ricamata lettera per lettera su una fettuccia di sbieco e applicata a mano tramite borchie per creare un effetto d'impatto.

Anche le dimensioni sono cambiate: la scorsa edizione era una via di mezzo tra astuccio e portamonete, questa è più generosa, ha la stessa grandezza degli astucci che vendo regolarmente sullo shop e può essere usata sia come portapenne (la fodera nera maschererà qualsiasi macchia di eventuali biro lasciate aperte), porta trucchi, porta smartphone e, udite udite... porta kindle! (è imbottitina, oh yesss!).

Avevo ordinato le stoffe a Novembre ma a causa di un ritardo nelle spedizioni mi sono arrivate solo pochi giorni fa. 
E' per ovviare a questo imprevisto che avevo deciso di aprire gli ordini "al buio": dare la possibilità di acquistare la bustina senza vederne il modello, ma scegliendone solo il colore,  in cambio di uno sconto per premiare la fiducia di chi la comprava.
E' stato un successo.
In tantissime si sono fidate e io non le ringrazierò mai abbastanza!

Mi preme dire (anche se so che chi si loda si imbroda, ma certe volte le cose vanno proprio dette) che sono davvero soddisfatta di questo modello ed è stato il motivo per cui mi sono sentita di azzardare una vendita "a scatola chiusa": la pochette mi piaceva così tanto da essere sicura che nessuno ne sarebbe rimasto deluso.
E sono orgogliosa che così tante persone si siano fidate di me!

Ora la vendita continua sullo shop, con le inserzioni complete di foto, e in base alle richieste dei prossimi giorni (sono sicura che chi ancora era incerto, vedendole, capirà che ne vuole una!) deciderò se riassortire le stoffe (che stanno terminando) e prolungare la produzione anche per il mese di febbraio, oppure no.
Vediamo. 

Io vi saluto, e soprattutto vi ringrazio per l'entusiasmo che dimostrate sempre nei confronti delle mie trovate (Pretty come Arnold "Una ne pensa, cento ne fa!😂)

A presto.

Erika

PS: vi stavate chiedendo quale fosse la mia parola dell'anno?
CRESCITA.
Perché in questo 2017 voglio dare il meglio sia nel business che per quanto riguarda la mia crescita personale.





E la mia amica Fea ha colto benissimo il senso e lo ha rappresentato con questo disegno!!

sabato 31 dicembre 2016

Ciao 2016 benvenuto 2017

Ed eccolo, il post di fine anno.

Non so da che parte cominciare.
Sarebbe utile parlare di cosa ha funzionato e cosa no, ma il punto è che nel 2016, lavorativamente parlando, ha funzionato TUTTO. 

Come posso evitare di essere autoreferenziale nell'esporre tutto ciò?
Impossibile. Siete avvertiti.
Procediamo.

A Luglio si era già capito che le cose andavano bene.
E hanno continuato su quella strada: gli obiettivi li ho centrati e superati. TUTTI.

E ho fatto progressi incredibili in molte cose: cucio meglio, faccio foto migliori, gestisco meglio i social.
Sono cresciuta tanto. 

Ho prodotto accessori che mi soddisfano al 100%.

Ho cominciato a produrre abiti, non senza qualche difficoltà, non senza grandissime soddisfazioni.

Il fatturato è stato di tutto rispetto, tanto che, benché il secondo anno di partita iva venga considerato come il più "pericoloso", sono riuscita addirittura ad investire, rinnovando completamente il mio parco macchine, acquistandone di industriali e a permettermi un anno di formazione per il 2017 con il BBCLUB di Gioia Gottini.
Spese "importanti", ma che ritengo fondamentali per crescere.

Tutto questo credo sia successo per due motivi: il primo è che non mi sono risparmiata, ho lavorato parecchio (e se ve lo state chiedendo no, non finivo la settimana il venerdì alle 18 per riprendere il lunedì alle 9, e sì, spesso lavoravo anche dopo cena) il secondo è che ho capito quali erano le cose su cui dovevo incanalare le  mie energie. Perché va bene il "never give up", è giusto non mollare mai, ma è anche giusto capire cosa vale la fatica e cosa no, invece di incaponirsi sempre sulle stesse cose anche se non funzionano.

Possiamo riassumere il tutto con MAZZO TANTO E ANTENNE DRITTE.
(ok questa mi è uscita così adesso ma andrà a finire che  me la tatuo😂)

Ma più che del 2016 avrei già voglia di parlare del 2017 e di quello che verrà, perché sono già proiettata nei progetti futuri (su cui già ho speso dei bei solidini) e non vedo l'ora di potervi far vedere tutto!

Ovviamente l'ansia non è mai mancata.
I piantini.
L'isteria.
Gli stato d'animo in stile "MORIREMO TUTTI!!!111!1!1!!1"

Però la volete sapere una cosa?
NON CAMBIEREI UNA VIRGOLA.

Ed è solo grazie a voi che tutto questo è stato e continua ad essere possibile.

Che il 2017 vi porti ciò che desiderate, ve lo auguro con il cuore. ☘

Erika

----------------------------------------------------------------------

PS: per chi si chiedeva se verranno riproposte le WOTY POUCHES, le bustine personalizzate con la vostra parola dell'anno, la risposta è ASSOLUTAMENTE Sì!
Saranno in una veste tutta nuova e si potrà scegliere tra tre varianti di colore.
I fornitori sono in ritardo, ma vi prometto che recuperiamo! <3

mercoledì 28 settembre 2016

Lancia il tuo cuore davanti a te e corri a riprenderlo: finalmente gli abiti #prettyinmad_apparel







































Prima di partire con il racconto di questa sofferta quanto meravigliosa produzione, è doveroso che io faccia un premessa.

Quando si è agli inizi si è presi dalla smania di voler fare tutto, con la generosa idea di dare infinite possibilità di scelta e di varianti, di articoli, di colori, di misure alle clienti... si vuole essere presenti sul mercato con duecentomila robe.
Poi, con l'esperienza diventa chiaro che quella è la fesseria più controproducente che si possa pensare.
Si capisce che bisogna scegliere una strada precisa, avere un focus ben chiaro a cui indirizzare tutte le proprie energie e risorse.
E io da tempo l'ho capito e ho scelto la mia strada, so che è cucire accessori quello che voglio fare.
Quindi  non spaventatevi: non sono stata presa da delirio di onnipotenza e non  ho intenzione di darmi all' abbigliamento!! (rido) 
Questi abitini nascono come complemento alla mia linea principale che è quella di accessori, per offrirvi quel qualcosa in più, per poter vestire Pretty in Mad dalla testa ai piedi, il giorno che vi va.
Li propongo nelle stoffe che avete tanto amato per borse e pochette e sono convintissima che  vi piaceranno tanto quanto piacciono a me.

Detto ciò, lasciate che vi racconti di questo "parto" travagliato!


"Lancia il tuo cuore davanti a te e corri a riprenderlo" 
(proverbio orientale)

A volte questa è davvero l'unica soluzione: seguire il cuore e buttarsi di testa per cercare di riacciuffarlo e nel mentre, uscire dalla propria comfort zone e sbagliare, imparare , capire, rialzarsi.
E INFINE RIUSCIRE.
Tutto questo è successo a me per colpa di (grazie a) questi abitini.

L'idea mi girava intorno da così tanto tempo che non ne ho più memoria.
Due anni fa era solo un pensiero vago.
L'anno corso invece ero addirittura convinta che a Settembre li avrei lanciati. (rido)
Se mi seguite già da allora, saprete che non ne è uscito nulla, nemmeno un accenno.
Le cose sono andate bene comunque, e ho avuto molto lavoro e tante altre cose di cui occuparmi, ma quell'idea non mi abbandonava mai.

Quest'anno, già prima dell'estate, avevo deciso che, se le vendite di Giugno e Luglio fossero andate bene, Agosto lo averi dedicato a rallentare i ritmi e soprattutto a concentrarmi su nuove cose.
Complice Velentina  che mi ha disegnato il cartamodello (il modello è quindi un originale Fils de Reves ragazzi, mica pizza e fichi eh), ho potuto cimentarmi in quest'idea che non avevo mai del tutto abbandonato.

Ho cominciato a cucire i primi e li ho indossati subito con grande soddisfazione.
E vi sono piaciuti tanto.
Come sempre succede quando cucio qualcosa di nuovo, sono stata indulgente con me stessa: pazienza se le finiture non erano proprio come le volevo io, perchè per le cose che devo indossare, di uso personale diciamo, non sono pignola.
Ma faccio praticamente l'opposto con ciò che devo vendere: finché il prodotto non è al meglio delle mie possibilità non viene lanciato e men che meno caricato sullo shop per la vendita.

Ne è seguito un periodo in cui, pur cucendone parecchi, la situazione non migliorava.
Poi è ovviamente arrivato il blocco psicologico: "e se non riuscissi mai a cucirne di veramente belli?" 
"e se non fossero mai abbastanza ben fatti?"
Facevo di tutto pur di non riprendere in mano il discorso e per buona parte di Agosto e Settembre mi sono crucciata moltissimo per diversi motivi: primo ne avevo già parlato e le richieste erano tante e impazienti, secondo poi era un desiderio, quello di cimentarmi nel mondo dell'abbigliamento, che bruciava talmente forte dentro di me che non riuscivo ad abbandonare l'idea.
Quindi ero angosciata da "non ce la faccio" + "devo perché lo voglio troppo"... in pratica ero nel pieno di uno dei miei periodi "MORIREMO TUTTI!!!1!!1111!!!".


Fortunatamente, proprio in quelle settimane ho acquistato la lineare industriale JUKI e poco tempo dopo, la tagliacuci industriale Rimoldi.
E lì il mio modo di lavorare è cambiato completamente: più sicura di me, più veloce nel portare a termine i progetti, più entusiasta: insomma tutto un altro mondo. 
E' proprio vero che gli strumenti giusti ti cambiano la vita.

E così è arrivato il giorno che mi sono OBBLIGATA.
E ho tagliato e cucito gli abiti.
E finalmente erano, fin da subito, come volevo che fossero ed è stata una sensazione meravigliosa.

Non potrei mai vendere un articolo che prima di tutto non convinca anche me, l'ho sempre detto, ma adesso ne ho proprio le prove. 


E' nata quindi questa linea di abiti modello unico, taglia unica.

La vestibilità spazia dal 40 al 46 e si possono portare in tantissimi modi diversi:
come semplice T-Dress, lasciato largo, con sotto leggings o un paio di jeans elasticizzati oppure sfruttando la morbidissima fusciacca in vegan leather (anche quella totalmente handmade) che riceverete insieme all'abito, per sottolineare il punto vita o per essere annodata sotto il seno e creare lo "stile impero".

E' un capo adatto ad ogni stagione perché d'estate lo si porta a gamba nuda e sandalini e d'inverno con collant pesanti, golfino caldo e stivali.
Insomma sono proprio soddisfatta del risultato.
Li ho portati tanto e ancora non mi stancano, ciò significa che è amore vero!

Bene, vi ho detto tutto ciò che avevo da dire e sono felicissima di aver condiviso con voi questo percorso che non è stato facile ma che mi ha fatta crescere tanto, che mi ha fatto capire che devo credere in me e nelle mie capacità e soprattutto che uscire dalla proprio comfort zone per seguire quella pulce nell'orecchio che proprio non vuole andarsene è sempre la scelta giusta!

Vi abbraccio, vi cuoro e vi lascio il link allo ----> SHOP

Erika


giovedì 1 settembre 2016

Estate 2016: invece di andare in vacanza, mi sono fatta la JUKI



Come sempre per me il primo di Settembre decreta inesorabilmente la fine dell'estate.
E' un mese che mi è sempre piaciuto: ha il sapore di un nuovo inizio, i colori dell'estate si fanno meno accecanti e la voglia di cioccolata calda comincia a farsi sentire, anche se siamo consapevoli che è ancora troppo presto.
Settembre porta con sé anche una discreta ansia da prestazione che mi fa agitare, i gatti lo sanno e mi tengono sveglia di notte. Ho sempre una bella cera in questo periodo, insomma.

Con la fine di Agosto mi ritrovo anche a guardare indietro pensando all'estate appena "finita" (in realtà ci sono ancora tre settimane e se tanto mi dà tanto il caldo andrà avanti un pezzo.. ma vabbè).

L'estate 2016 è stata molto semplice ma tanto impegnativa (semplice perché ho solo lavorato, lavorato , lavorato e impegnativa perché ho lavorato, lavorato, lavorato): me la ricorderò come quella in cui ho cucito come una pazza, in cui ho avuto il mese (luglio) più produttivo di tutta la storia del brand e anche come quella in cui finalmente Fede è entrato ufficialmente a far parte del nostro team (quello mio e dei gatti..).
Come quella in cui sono andata al mare solo 5 volte perché poi mi veniva i mal di testa.
Quella in cui ho realizzato i miei primi abiti ( e qui un grazie immenso va a Valentina di Fils de Reves)
Quella in cui con orgoglio li ho indossati.

Ma soprattutto la ricorderò come l'estate in cui ho fatto una scelta precisa: comprare una macchina da cucire industriale invece di andare in vacanza

Entrambe le cose non potevo permettermele (anche perché come vi raccontavo qualche mese fa, adesso Fede ha un impiego part-time), e la cifra più o meno era quella.
Ho dovuto scegliere e l'ho fatto senza avere il minimo dubbio.

Tutt'ora sono soddisfatta di questa decisione: sapevo fin dall'inizio che se volevo far decollare questa attività avrei dovuto fare dei sacrifici, tutto non si può avere e ritengo che le attrezzature siano una parte importantissima del mio mestiere.
Mi ero accorta che la macchina da cucire che avevo non riusciva a sostenere i ritmi a cui aveviocominciato a sottoporla quando il lavoro è realmente aumentato. Avrei potuto tirare avanti, certo, ma ho preferito procurarmi subito il mezzo più adatto a queste mie nuove esigenze, in modo da affrontare il periodo natalizio (che solitamente è quello in cui si lavora di più) con tranquillità.

La mia nuova JUKI mi fa battere forte il cuore e mi fa sentire al sicuro come mai nessun'altra macchina aveva fatto quindi... la settimana al mare o in montagna la faremo l'anno prossimo, o quello dopo ancora. O boh, chi se ne frega!
Sono un po' stanchina è vero, ma tengo botta perché di soddisfazioni ne arrivano tante e sono il carburante più efficace che esista.

Quindi buon primo di Settembre, che sia un autunno FAVOLOSO per tutti noi!

Erika

venerdì 29 luglio 2016

Letture consigliate estate 2016

(Tee by Zelda was a writer)
Visto che, dopo il post di ieri nel quale accennavo alle mie letture "di lavoro" , in molti mi hanno chiesto qualche titolo da leggere durante le vacanze, ho deciso che piuttosto che disseminare libri qua e là, sarebbe stato più carino scriverci un post!

Alcuni di questi testi sono prettamente focalizzati sullo small business, o sul business in generale, ma altri sono davvero utili a tutti.
Vi lascio 12 titoli più due bonus che sono nella mia wishlist da un po'.

Cominciamo con i titoli non biz.

1) #GIRLBOSS di Sophia Amoruso
Sophia ha creato il suo impero milionario nel mondo della moda partendo dal nulla: quando ha capito cosa voleva ha lottato con le unghie e con i denti per ottenerlo. E ci è riuscita.
Una storia vera che parla di coraggio e determinazione.
(Si parla di imprenditoria, ma senza tecnicismi, è quindi un libro che può essere letto come semplice autobiografia, e darvi molto, anche se non avete intenzione di costruire un impero. Soprattutto vi fa vedere dove si può arrivare "facendosi un mazzo tanto").

2) RADICAL SELF LOVE di Gala Darling
Gala è una psichedelica strega moderna, blogger decennale, camaleontica e complicata.
Ha imparato a sue spese che amare se stessi è il primo passo per poter amare anche gli altri e che soprattutto è l'unica via per essere felici.
Questo libro è un compendio di consigli e riflessioni su quanto ognuno di noi può fare per se stesso, un mix di psicologia ed esoterismo molto efficace.

3) IL PORTAPRANZO DI TIMMY TOD di Giulia Amoruso
Questo delizioso libro per l'infanzia racchiude il coraggio di provarci, la forza di chi combatte le proprie paure e la voglia di un cambiamento che, anche se ci spaventa, sappiamo porterà solo cose belle. Una dolce storia accompagnata dalle inconfondibili illustrazioni della Caracters Factory di Judice for Breakfast.
Penso che tutti dovrebbero avere sul comodino una copia di questo "manuale del coraggio" da sfogliare, come si suol dire, "alla bisogna".

4) NON FARE LO STRUZZO! di Brian Tracy
"L'arte di non rimandare la soluzione dei problemi per essere più efficienti."
Devo aggiungere altro?!
E poi, vi prego, GUARDATELO: non vi sembra uno che la sa davvero lunga?

5) THE MIRACLE OF MORNING PAGES di Julia Cameron
Le tre pagine del mattino.
Ne ho parlato in maniera dettagliata esattamente un anno fa (ODDIO era proprio il 29 Luglio... Julia, cosa stai cercando di dirmi???) quindi non vi resta che leggere QUI

Nella mia wishlist:
Ne parlano tutti un gran bene, pare sia un libro che aiuta, ispirandoci, a combattere le nostre paure, a liberarci di ciò che ci separa dal poter vivere una vita creativa a 360 gradi.
Lo comprerò presto.

(pin by Pemberly Pond)



E qui passiamo alle letture un po' più in argomento business.

6) TUTTO FA BRANDING di Gioia Gottini
Se hai una piccola attività NON PUOI ESIMERTI dallo studiare in merito al PERSONAL BRANDING.
Qui ci sono LE BASI. E senza le basi non si può stare.
Spiegazioni ed esercizi, tutto molto chiaro.
Compratevi un bel quaderno, (quelli del MySelfieCottage sono deliziosi, per dire...) e dedicate Agosto a fare i compiti sotto l'ombrellone come ho fatto io l'anno scorso.
(Giusto ieri obbligavo Valentina di Fils de Reves  ad acquistare questo ebook e come potete vedere è già carichissima con i suoi nuovi taccuini @scrapzelda!)

E' un manuale super completo su come impostare tutta la struttura del vostro biz, con tanto di esercizi da fare.
Io l'ho comprato credo un paio di anni fa, l'ho letto, non ho fatto gli esercizi e l'ho messo da parte (che ignorante!!!)  
Ma, il caso vuole che proprio oggi sia uscita la prima puntata del Quattrocchi's Bootcamp 2016 di Juice For Breakfast e, udite udite, è il primissimo strumento che Giulia ci mostra tra quelli che ha usato per rimettere ordine nel suo biz.
Ho deciso così di fare altrettanto e lavorarci ad Agosto (e l'ho aggiunto alle 39386264839393 cose che ho già in programma...) e quindi ve lo metto in questa lista di consigli perché è davvero uno strumento potente.

8) CHI HA PAURA DEL BUSINESS PLAN? di Francesca Marano
Un modo semplice, e a volte scanzonato, di approcciarsi al business plan quando il business plan non l'hai mai nemmeno sentito nominare. 
(E in tal caso la situazione è molto grave perché senza un BP un business non ha futuro).

Anche questo è un manuale BASICO.
Se  non avete ancora un modo ben definito di approcciare i social, di tenere un blog e siete confusi sul metodo da usare per strutturare la vostra presenza on line a favore del vostro micro biz, questo può essere un buon punto di partenza.

10) FUTURO ARTIGIANO di Stefano Micelli
Lo consiglia vivamente Gaia Segattini che definisce Micelli il suo Guru.
"Futuro Artigiano" fa un'analisi della situazione economica, del lavoro e della sua evoluzione. Parla del fenomeno americano dei "makers" per poi spostarsi sulla realtà italiana... e onestamente leggere finalmente qualcosa scritto da qualcuno "di qui"  invece che da chissà dove, è davvero rinfrancante.
E' un libro che mi ha fatta sentire parte di qualcosa di davvero importante, che mi ha fatto pensare che nel mio piccolo sto partecipando attivamente ad una rivoluzione economica, punto dopo punto, cerniera dopo cerniera.
Se avete una piccola attività che, come la mia punta alle stelle, leggetelo.

Lo ha consigliato quel genio di Dario Vignali su snapcaht e io mi sono fidata e me lo sono comprato subito.
Non conoscevo Tom Peters e ho scoperto che adoro il suo modo di scrivere, leggerò sicuramente altro di suo.
In questo libro ci sono consigli formidabili e spunti davvero interessanti per fare bene il proprio lavoro. Anzi no: per farlo ancora MEGLIO.
A me ha dato una carica pazzesca.

Consigliato da Marco Monty Motemagno , non ricordo se in qualche suo video o su snapchat, che lo ha descritto come un librino veloce da leggere e molto utile. 
Il nome di Seth Godin è già una garanzia di per sé, e il sottotitolo che faceva riferimento ad "un mondo tutto marrone"  ha fatto il resto!!
Lo metto per ultimo perché sono ancora in fase di lettura... ma vi dico già che mi sta piacendo moltissimo.

Nella mia wishlist:
Anche questo consigliato da Gaia, lo comprerò sicuramente visto quanto mi è piaciuto "Futuro Artigiano".

Bene, la lista è finita!
Volevo buttare giù una roba veloce ma il post è risultato più corposo di quanto mi aspettassi, e ne sono più che soddisfatta!
Detto ciò BUONE VACANZE ... e buono studio!

Erika

lunedì 11 luglio 2016

Bilancio della prima metà 2016


Siamo quasi a metà Luglio ormai e un bilancio di questa prima parte dell'anno è inevitabile. 
Rimetto mano a questo blog sia per questo motivo che per rivelarvi una novità super importante che riguarda la mia piccola impresa.

Cominciamo.

L'anno scorso mi era stato detto, da più di una persona, "secondo me nel 2016 fai il botto".
Se per botto intendiamo vendite costanti, entrate tali da permettermi di non dover mai dipendere da mio marito, riuscire a pagare LA BARCA di soldi che lo Stato mi ha chiesto tra tasse sul fatturato del 2015,   anticipi per quest' anno, INPS e riuscire a togliermi anche qualche sfizio (vedi la macchina per il caffè con cui tanto vi ho tediati su snapchat)... beh ragazzi, mi sa che ci avevano visto giusto.

Senza contare le diverse soddisfazioni personali non legate principalmente ai soldi, come la mia prima volta a Milano all'East Market con Valentina di Fils de Reves (santa subito!), il mio primo workshop di cucito a Bologna per Mondo Creativo e, non da ultimo, IL NUOVO SHOP, super professionale e che mi ha impegnata - ed esaurita - anima e corpo per un paio di mesi in primavera. (A proposito, ma lo sapete che proprio oggi inaugura la sezione SALDI!?!?)

La crescita della mia attività è continuata costante in questi mesi e, anche se naturalmente è ancora tutto in divenire - ma dopotutto quando mai smetterà di esserlo? - io comincio a capire come funzionano certe dinamiche di marketing, del commercio e di tutto ciò che ruota intorno ad un piccolo biz come questo e di conseguenza mi sento sempre più sul pezzo.
E mi rendo conto di essere effettivamente, ogni mese che passa, sempre più sul pezzo: i risultati me ne danno conferma.

Ho investito molto in formazione lo scorso anno, spendendo soldi e tempo in corsi sia on line che non, e adesso ne sto raccogliendo i frutti.

Chiudo quindi questa prima parte del 2016 in modo assolutamente positivo.



Ed ora passiamo alla novità di cui sopra, che ha a anche fare con la foto che apre questo post.

Più di una volta ho detto, quando mi veniva chiesto quali fossero i miei obiettivi più grandi, che avrei voluto con tutte le mie forze coinvolgere Fede - mio marito - che mi ha sostenuta con tutte le sue forze e il suo entusiasmo fin dall' inizio, nella mia attività per far sì che questo biz diventasse "a conduzione familiare".

Appena ho cominciato a capire che "Pretty in Mad" poteva diventare il mio unico lavoro ho pensato subito  che sarebbe stato bello portarlo avanti insieme a lui e appena gliene ho parlato abbiamo cominciato immediatamente ad ipotizzare cose come si fa quando si è presi dall'entusiasmo,  cose che suonano come difficilmente realizzabili o addirittura impossibili da mettere in pratica.

E tra queste la più importante era un suo ipotetico part-time che gli avrebbe lasciato tutto il tempo di darmi una mano, occuparsi dei suoi progetti di produzione musicale per lo studio di registrazione indipendente che ha fondato l'anno scorso, e avere comunque un'entrata fissa che ci garantisse un minimo di sicurezza economica.

A Maggio del 2015 ho aperto partita iva e, a detta di tutti, visto che il primo anno non si paga nulla ma il secondo  lo Stato ti chiede tutto quello che deve avere più svariati anticipi, il 2016 sarebbe stato l'anno economicamente più duro avendo, appunto, "spese per due".
Ci eravamo così ripromessi che a fine 2016 avremmo fatto un bilancio economico e deciso di conseguenza se potevamo permetterci questa cosa del suo part-time.

Quando a Febbraio mi sono ritrovata a pagare quasi 2500 euro e non sono rimasta, come si suol dire, in mutande, ci siamo guardati in  faccia increduli e ci siamo detti che, se le vendite continuavano regolari e tutto filava liscio, forse anziché aspettare la fine dell' anno, il part-time lo si poteva chiedere dopo l'estate.


Ad Aprile abbiamo fatto un altro punto della situazione, ci siamo guardati in faccia un'altra volta e ci siamo detti: perché aspettare dopo l'estate? Perché non prima? SE NON ORA, QUANDO?
L'idea di aspettare la fine dell' estate era data dal fatto che secondo noi nei mesi estivi ci poteva essere un calo fisiologico delle vendite e che quindi era più prudente aspettare settembre per non ritrovarci in difficoltà economica.
Ma a quel punto era ormai un bel po' che le cose procedevano regolari ed era chiaro che le vendite non si sarebbero interrotte completamente di punto in bianco (e ora aggiungo che avevamo ragione perché questo Luglio 2016 si sta rivelando super UAU!).

Morale della favola, dopo averne parlato per settimane e aver preso in considerazione le ipotesi più rosee e anche quelle più catastrofiche, ci siamo fatti coraggio e ci siamo buttati: è stata fatta la sua richiesta per passare da 40 a 20 ore settimanali (per chi non lo sapesse Fede fa il commesso in un negozio di abbigliamento fast fashion all'interno di un centro commerciale).
Fortunatamente la domanda è stata accettata senza problemi e, dal primo Giugno 2016, è passato ufficialmente a 20 ore.

E' per me un traguardo talmente grande che non so davvero come esprimere quello che ho provato quando ho capito che, contribuendo regolarmente e senza difficoltà alle spese di casa grazie alle entrate costanti sullo shop, era ormai assolutamente alla nostra portata un cambio che ci era sembrato, meno di due anni fa, così inimmaginabile.

Mi sono sbattuta tanto in questi primi sei mesi dell'anno anche perché avevo questo obiettivo.
Ho tentato duro, non mi sono mai fermata, ho fatto tutto quello che potevo.
Se penso che sognavamo questa cosa ad occhi aperti come fosse difficile quanto andare sulla luna... beh mi sembra ancora incredibile e un po' mi vengono anche i lacrimoni di gioia mentre scrivo.

Quindi ecco, la novità  è che il team si allarga: io Mister e la Licia accogliamo a braccia aperte il nostro nuovo aiutante e non potremmo esserne più felici.

Ora naturalmente abbiamo cominciato a parlare di altre cose che ci sembrano incredibili come ci era sembrata - meno di due anni fa - questa riduzione di orario: fantastichiamo di viaggiare per lavoro, di impostare le nostre "vacanze" in funzione del nostro small business, magari per fare rifornimento di stoffe esclusive e altri materiali difficilmente reperibili, ed altre cose così.
Guardiamo voli, ipotizziamo mete.

E la parola "impossibile" è scomparsa dal nostro vocabolario.

Erika



martedì 3 maggio 2016

IL NUOVO SHOP shop.prettyinmad.com

Amicici sono agitata da morire!!!
Ho un annuncio importantissimo da fare: lo shop on line di Pretty in Mad lascia bigcartel per una piattaforma professionale!
Un nuovo shop che è un vero e proprio NEGOZIO ON LINE dove potrete creare il vostro account cliente, avere traccia dei vostri ordini, diverse opzioni di pagamento - tra cui il tanto agognato bonifico bancario! - e tante altre funzionalità che spero apprezzerete!
Vi lascio subito il link se volete sbirciare... ma poi tornate qui a leggere il resto del post, mi raccomando!!


Com'è?
STUPENDO!!! vero? Lo so!!!! Lo adoro!!!

Ora vi racconto un po' i perché e i per come di questa decisione!

Era da tempo che ci pensavo e quando bigcartel ha cominciato per vari motivi di gestione a starmi veramente stretto, ho capito che il mio business era cresciuto a tal punto da necessitare ( e MERITARE) uno shop professionale.
Da qui l'idea di rinnovare un po' tutto compresi logo e avatar per i quali mi sono affidata alla bravissima Kayley Mills, una giovane illustratrice inglese il cui stile, a mio avviso, si sposa perfettamente il mio.
Ho finalmente scelto anche una palette per il mio brand (non ne avevo mai avuta una) e la mia scelta è ricaduta senza troppi ripensamenti sul binomio arancio+fuxia!
Trovo mi rappresenti bene e che sia un abbinamento allegro, energico forte!
Il logo e ritratto poi mi ispirano tanta freschezza! Insomma sono soddisfatta.


Così ho preso questa decisione e mi sono buttata a capofitto nella "costruzione" di questo nuovo shop nei ritagli di tempo (spesso e volentieri di sera, dopo cena).
E' stato un lavoro lungo, impegnativo e molto faticoso: io sono sempre abbastanza lenta con le nuove piattaforme e quindi "soffro" parecchio questi cambiamenti, ma so che era necessario per crescere, perché ormai avevo bisogno di qualcosa di veramente professionale, sia per mia comodità gestionale ma anche per offrire un' esperienza d'acquisto più completa a voi che mi date continuamente fiducia!

Ancora non è tutto come lo vorrei, però come ho ormai imparato, è meglio rispettare le scadenze che ci si è dati e, se è quasi tutto ok, buttarsi... confesso di aver già rimandato questo lancio un paio di volte e adesso è arrivato il momento di farsi coraggio!

Sono emozionata, stanca, ansiosa, agitata, soddisfatta, preoccupata ma soprattutto TANTO TANTO FELICE!

Fateci un giro, ditemi com'è... e se avete cinque minuti da spendere create il vostro account cliente giusto per vedere se tutto funziona a dovere (e così anche io potrò vedere cosa succede nel mio pannello di controllo... quando lo apro mi sembra di pilotare un'astronave, ve lo giuro!!)

Io ora torno a cucire ma sono tutta orecchi!

Per visitare lo shop cliccate QUI !

Erika


domenica 6 marzo 2016

Come e perché ho deciso di usare Snapchat (e gli altri social)


Questo è un post che volevo scrivere già da un po' ma ho preferito lasciar passare qualche settimana per capire se tra me e Snapchat fosse amore vero e soprattutto per valutare se fosse il caso di aggiungerlo ai social che uso per la mia attività, anche perché ammetto che l'approccio è stato un po' ostico: quando lo scarichi è normalissimo NON CAPIRCI NULLA!!!

Portare avanti uno small business che si muove soprattutto on line  significa diventarne anche il social media manager, ed essendo da sola a gestire tutto (produzione, customer service, chat, contatti con i fornitori, ricerca materiali, email eccetera) è chiaro che devo fare una scelta oculata dei canali da usare, sia per il fatto che non tutti possono essere adatti o efficaci per i miei scopi e anche perché non mi posso permettere di avere troppa roba a cui badare.

I due su cui ho puntato maggiormente fino ad ora sono stati instagram in primis, sul quale da Agosto scorso ho cercato di migliorare la qualità delle foto postate - usando la Samsung nx3300 per quasi tutti i miei scatti invece dello smartphone -  e di dare coerenza alla gallery (e i risultati si sono visti in breve tempo), e la pagina Facebook, spesso abbastanza noiosa da usare ma ancora utile per tenere viva la conversazione con la community e per condividere links attivi (per esempio quando scrivo un post nuovo qui).
Ho invece eliminato Pinterest che non mi era mai piaciuto un granché e in cui non ho mai trovato una grande utilità per il mio business.
Ho provato e quasi subito abbandonato Periscope perché l'ho trovato troppo impegnativo e poco utile: parlare seguendo il filo del discorso e contemporaneamente tenere traccia dei commenti che la gente ti scrive in tempo reale è qualcosa secondo me di assurdo e controproducente perché rispondi si e no ad un decimo delle domande. Che senso ha aprire una conversazione se poi non si è materialmente in grado di sostenerla? 
Sono lì lì per cancellare anche twitter... lo odio proprio da sempre, ma tutti dicono che è bene averlo e quindi per ora lo lascio lì. Ma lo uso davvero poco.

Ma veniamo dunque a Snapchat.
Ve la faccio brevissima: è un'app che permette di postare SNAPS, ossia foto o filmatini di 10 secondi che  rimangono on line 24 ore, poi si autodistruggono.
Possiamo postare snaps pubblici ne "la mia storia", un contenitore di snaps visibile dai nostri followers, oppure in chat privata ai nostri amici.
Gli snaps possono essere arricchiti con testo, emoticon, qualche filtro spartano e con "effetti speciali"  molto stupidi che ogni tot giorni cambiano.
FINE.
Non c'è altro.
E' tutto molto rapido e senza pretese.
La particolarità di tutto ciò è che, a dispetto di tutti gli altri social dove ormai la qualità visiva dei contenuti deve essere abbastanza alta, qua non è assolutamente un requisito fondamentale. E' tutto molto veloce e molto semplice e si è spinti a condividere i momenti di vita così come sono.

Snapchat è già molto famosa e usata in parecchi paesi del mondo ed è prevalentemente rivolta ad un pubblico giovane. Tutte le aziende più importanti e le multinazionali hanno l'account e postano regolarmente.
In molti lo consigliano  come modo per fare offerte speciali o promozioni che dureranno l'arco di uno snap e soprattutto per raggiungere il pubblico più giovane.

Io la sto usando da qualche settimana e, come mi succede praticamente con ogni nuovo social a cui mi approccio, cerco un modo personale per usarlo, nel senso che devo capire come  farlo diventare un MIO strumento.

Come dicevo ho lasciato passare qualche tempo per scoprire se questa simpatia tra di noi fosse solo un fuoco di paglia o se davvero c'era qualcosa di interessante sotto.
Ora posso dire che più lo uso e più mi piace e che mi sta tornando utile proprio per le ragioni che avevo immaginato e scrivo questo post per spiegarvi quali sono, in modo da potervi offrire la possibilità di capire se per voi può essere interessante seguirmi anche là oppure no!

Innanzitutto partiamo dal fatto che, prima di usarlo per lavoro , usavo instagram per il vero motivo per cui è nata l'applicazione: condividere momenti di vita quotidiana.
E' una cosa che a grandi linee ancora faccio, mi sono sempre rifiutata di avere profilo personale e di lavoro separati (ora che IG  dà la possibilità di gestirli dallo stesso device sarebbe ancora più semplice) perché  a me piace che le mie clienti dopo la foto del nuovo articolo che ho cucito, dopo la foto delle nuove stoffe appena arrivate, possano anche vedere la foto della torta che ho appena sfornato, se mi va di condividerla con loro.
Non sto dicendo che sia sbagliato avere account separati,  dico solo che non funziona per me, perché il mio brand sono io ed è vero che cucio accessori  favolosi (!!!) ma preparo anche buonissime torte, per dire!
Quando però ho deciso di dare un aspetto migliore alla mia gallery instagram, scattando con più attenzione le foto e scegliendo con più accuratezza quelle da postare, mi sono ritrovata a dover escludere certi momenti dalla condivisione perché magari non avevo una foto abbastanza buona e questo mi dispiaceva.

Se, per esempio, avevo voglia di postare una foto di sera di me e Mister sul divano (che prontamente vi agevolo qui a sinistra in tutta la sua bassissima qualità)  mentre stiamo per metterci a guardare un film, ero costretta a rinunciare per via della luce che non era buona, dell'inquadratura strampalata, del mio outfit probabilmente orribile.
Ci avevo  fatto ormai l'abitudine ma diciamo che a volte mi mancava.

Snapchat sopperisce a questa mancanza: lì tutti postano roba di qualità discutibile (perfino Elsie! Parliamone!!) eppure nessuno ci fa caso perché l'app è fatta così , poche storie!
Quindi, se in questo momento  volessi postare uno snap di Mister che si sta facendo la toletta prima di mettersi a ciambella e dormire  qua vicino a me, eviterei sicuramente IG ma potrei tranquillamente metterlo su SNAPCHAT! (anzi già che ci sono lo faccio!)
Per capirci, il fatto di poter condividere ciò che voglio senza dovermi preoccupare troppo della forma, mi piace molto.

Seconda cosa, non so se ve l'ho mai detto, mi piace moltissimo l'idea di VLOG, in pratica tenere un blog registrando video, che poi solitamente vengono condivisi su YouTube.
Mi piace tanto come idea ma il fatto di registrare, passare tutto su pc , montare i video eccetera per me è LA MORTE.
Detesto iMovie e qualsiasi altro programma di video editing, sono pigra e soprattutto per fare cose decenti non puoi pretendere di usare il telefono, ci vuole almeno una fotocamera che registri anche i video che poi, come dicevo hanno bisogno di essere passati su pc eccetera eccetera.
Troppa sbatta, troppa fatica, poca voglia.
E poi con il vlogging è facile scadere nel banale o diventare noiosi: mi capita spesso, quando ne guardo, di "mandare avanti" perché qualcuno si dilunga troppo su un discorso.
E io non ho certo il dono della sintesi quindi è un rischio che correrei sicuramente.

Con SNAPCHAT tutti questi problemi non si pongono: senza preoccuparti troppo della qualità della ripresa fai direttamente dal telefono, editi con quei tre filtri in croce che ti mettono a disposizione  e soprattutto dopo 10 secondi lo snap finisce e se vuoi continuare il discorso devi registrarne un altro.
E, cosa favolosa, chi lo guarda può passare al tuo snap successivo semplicemente facendo tap sullo schermo. Geniale no?
Gli snaps vengono visualizzati uno in fila all'altro diventando una sorta di piccolo vlog composto da foto e filamatini che dopo 24 ore scompaiono automaticamente, quindi non diventa mai troppo lungo nemmeno se postate tantissimo.

E soprattutto è un modo per fare micro vlogging in maniera non permanente o invasiva, perché cerchiamo di essere onesti: ci sono discorsi che abbiamo voglia di condividere sul momento ma che non necessitano di rimanere memorizzati nel web a imperitura memoria... 24 ore possono bastare! No?

Come sempre lavoro e vita privata nel mio caso si fondono proprio come su IG, quindi sul mio canale Snapchat ci trovate un po' di tutto: anteprime di nuove stoffe, i miei gatti, gli esperimenti in cucina, divagazioni su qualsiasi cosa mi venga in mente e nientepopodimenoche... il mio giro a fare la spesaaaa!! La mia mattinata mondana al supermercato. Doppio wow!
Anche il linguaggio è senza filtri: se scappa qualche parolaccia... pace!

E a proposito di Vlog, erano mesi che promettevo un room tour del mio studio, mai fatto per i motivi sopracitati... e con snapchat è successo dopo sole due settimane di utilizzo!
Visto che però in molti se lo erano perso ho salvato gli snaps (sì, si possono salvare sul telefono!), li ho uniti e li ho postati su YouTube. 
Eccolo!
(Non aspettatevi granché, come dicevo... Snapchat è Snapchat!)


Essendo nata come app per teenagers è anche piena di cazzate, come "effetti maschera" che si applicano alla faccia e fanno fare le cose più stupide.
Ecco: non sono una grandissima fan degli "filmatini scemi", se proprio proprio li invio privatamente alle amiche, ma diciamo che se condivido uno snap pubblicamente è perché voglio far vedere o comunicare qualcosa - che può essere anche la cosa più banale del mondo del tipo "guardate il mio smalto nuovo" oppure "toh è uscito il sole"- non mi interessa invece il "guardate che faccia che ho con il filtro da panda" .
Uno ogni tanto ci può stare, ma troppi snaps scemini, soprattutto se lo state usando per fare personal branding, non credo siano proprio il massimo... o per lo meno a me stufano. (Al quinto procione di fila  che si sfrega le mani emettendo un versetto fastidiosissimo nella vostra time line mi darete ragione, provare per credere.)

Quindi ecco qui, ciò che troverete se deciderete di seguirmi su Snapchat:  tanti dietro le quinte del mio lavoro, momenti di quotidianità e divagazioni random!
Credo di avervi detto più o meno tutto! Lo trovo fresco, dinamico, poco impegnativo e può essere reso molto personale.

Mi trovate come Pretty in Mad.
Vi aspetto!

Erika


mercoledì 27 gennaio 2016

Della mia prima volta all'East Market Milano e di molto, moltissimo altro.

(pic by fea)


Come molti di voi sapranno, domenica scorsa sono stata per la prima volta all'East Market Milano, uno dei mercatini più cool e in voga del momento.
Da tre giorni sono fisicamente KO (domenica mi sono alzata alle 3.30 del mattino e sono tornata a casa all'una e mezza di notte) ma ho il morale veramente molto alto.
Mi sto obbligando a scrivere questo  post il più in fretta possibile, mentre ho ancora chiare dentro di me tutte le emozioni che quella giornata campale e meravigliosa mi ha fatto vivere.
Non scriverò un papiro perché ancora adesso mi si chiudono gli occhi, ma cercherò di rendere l'idea di quanto stato bello è di quanto mi sia servito.

Ho conosciuto tantissime persone: con molte di loro ero in contatto  da anni on line (al punto che sanno tutti i fatti miei quasi ci vedessimo tutti i giorni), con altre ci si segue reciprocamente sui social e infine c'è stato anche chi mi segue silenziosamente ma che ha voluto comunque presentarsi e conoscermi.
E' stato bello bello bello.






Nella foto sopra vedete la mia compagna di avventura Valentina (Fils de Reves), conosciuta dal vivo solo la mattina stessa (che non finirò mai di ringraziare per avermi invitata ad andare con lei), con cui ho condiviso tutto, dall'attesa per questo evento, allo sconforto per alcuni imprevisti, fino alla grande gioia e soddisfazione di essere riuscite comunque  a partecipare. 

Io ero davvero stanchissima (ho scattato solo una foto, questa che vedete al nostro arrivo a Milano ma pazienza), ma nonostante questo le energie non mi hanno abbandonata fino a sera perché c'era sempre qualcuno con cui parlare!
Ho deciso di non elencare una ad una le persone che sono passate per me perché sicuramente dimenticherei qualcuno nella fretta di pubblicare, e non voglio

Perché sono davvero grata ad ognuno di voi, singolarmente, personalmente.
E' stato fantastico, è stato più di quanto mi potessi aspettare.
L'atmosfera che mi avete regalato è stata calda e piena di affetto, di entusiasmo, di gratitudine.
Quelle benedette GOOD VIBES di cui spesso scrivo su instagram la mattina presto... IO LE HO SENTITE, LE HO VISTE: erano lì attorno al mio banchetto e avevano i colori dell'arcobaleno (l'odore invece era quello del baracchino degli hot dogs al quale mi hanno piazzata di fronte, ma vabeh).

Ho sempre detto che spostarmi mi piaceva poco e fare mercatini anche meno... ma voglio dirvi una cosa: ho cambiato idea, perché IO A QUELLE GOOD VIBES NON CI RINUNCIO! Le voglio ancora e ancora!
Perciò non temete, ci rivedremo presto, in giro...

Oltre al calore umano, questa esperienza mi ha dato anche molto altro: nel post sulla parola dell' anno dicevo di voler abbattere qualsiasi ostacolo tra me e i miei obiettivi, uno di questi era USCIRE DALLA MIA COMFORT ZONE, che per me significa vincere la paura di viaggiare da sola.
Ebbene ragazzi è successo anche questo: io, la sottoscritta super fifona impedita come una neopatentata, io si io, sono partita alle quattro e mezza di domenica mattina per guidare un'ora e trenta minuti da sola, con il navigatore, per stradine di campagna mai viste in vita mia in direzione Suzzara (dove abita Valentina)..... E ce l'ho fatta. E al ritorno mi son sciroppata la stessa strada con l'aggiunta della nebbia.
E sono arrivata a casa. E non mi sono fatta prendere dal panico.
So che può sembrare una sciocchezza... ma ognuno ha le sue debolezze, no?
Bè insomma, giuro che adesso ho la sensazione di poter andare fino sulla luna!! (Non è vero perché a Milano COL CAVOLO che ci andrei da sola... ma un primo - per me - grandissimo passo è stato fatto, e col tempo... chissà...)

Non credevo che tutto sarebbe successo cosi in fretta! 
Questo Gennaio (lunghissimo) non è ancor finito e già uno degli scogli più grandi è stato superato.
Brava me.

Avevo pescato la carta ACTION per questo 2016 e davvero non credevo le cose si sarebbero mosse così in fretta... ho già un evento programmato per metà Febbraio (se siete in zona Bologna non prendete impegni per domenica 14... a breve più info) e per Marzo di parlava con la Vale di tornare in quel di Milano...

Che dire... ho sorpreso da sola le mie stesse aspettative, figo no?

Grazie di cuore ancora a chi mi ha fatto compagnia tutto il giorno, a chi è passato anche solo per un ciao, a chi è venuto apposta e poi è stato troppo timido per presentarsi, a chi mi ha cercata e non mi ha trovata.
Vi voglio bene.

Erika


ShareThis